condividi            


Il rating bancario e la valutazione del merito creditizio delle imprese

Con l'attribuzione del rating si determina il posizionamento di un'impresa in una scala di valori a cui corrispondono diversi livelli di rischio di insolvenza (probabilità di default) e di merito creditizio. I modelli di rating bancario utilizzati per la valutazione del merito creditizio delle imprese, in particolar modo delle PMI, si basano principalmente sull'analisi di un set di informazioni costituito dai dati di bilancio, dai dati andamentali dei rapporti dell'impresa con la banca e dai dati relativi alle relazioni creditizie dell'impresa con il sistema delle banche e degli intermediari finanziari. La valutazione qualitativa aziendale viene generalmente utilizzata come elemento rettificativo della classe di rating attribuita dai sistemi esperti di analisi quantitativa. In un sistema composto da 9 o 10 classi di rating questa possibilità di rettifica è normalmente limitata a non più di due classi in aumento o in diminuzione.

Da una ricerca effettuata da Banca d'Italia - aprile 2008 QEF 12 - risulta il seguente ordinamento delle fonti informative incluse nei modelli bancari di rating per la valutazione del merito creditizio
Le fonti informative utilizzate nei sistemi di rating bancario

A partire dai primi anni 2000 si sono diffusi modelli di rating bancario che fanno ampio ricorso a tecniche automatiche di natura statistica, finalizzate alla valutazione dei dati individuati come significativi per la stima del rischio di credito della clientela. Nell'anno 2009 il 70% delle banche italiane utilizzava sistemi esperti (automatici) di rating per la valutazione del merito creditizio delle piccole e medie imprese (per le banche medie e grandi la percentuale si attestava al 97%).

La classe di rischio attribuita alla clientela dai sistemi esperti di rating bancario è divenuta rapidamente il valore discriminante nelle decisioni relative alla concessione dei finanziamenti alle imprese, in particolar modo se piccole o medie.

La diffusione di questi sistemi è proseguita anche durante gli anni della crisi ma la situazione d'incertezza ha orientato molte banche a combinare l'utilizzo dei modelli di rating fondati su criteri statistico- quantitativi con prassi operative orientate a criteri di maggiore flessibilità:
- possibilità per l'analista crediti di variare - entro limiti determinati - la classe di rischio assegnata dal modello di rating, sulla base del proprio giudizio personale sull'impresa (override);
- maggiore rilevanza attribuita alle informazioni qualitative, per loro natura più adatte ad un'analisi 'through the cycle'.

Le informazioni quantitative, di cui fanno parte i dati di bilancio e i dati andamentali dei rapporti con il sistema bancario, si confermano in ogni caso il fattore di valutazione prioritario nelle decisioni di affidamento alle imprese, pur in presenza di differenze di comportamento fra banche dovute alle diverse modalità organizzative e intensità di rapporto con le imprese dei territori. Le banche medie e grandi tendono a standardizzare l'utilizzo delle informazioni quantitative mediante l'impiego diffuso di modelli automatici di rating, le banche piccole tendono a mantenere più ampi gradi di libertà, elaborando le informazioni quantitative anche al di fuori di metodologie integrate.


info@valutabilancio.com © 2015 - ValutaBilancio.com - Tutti i diritti riservati privacy